IV Domenica del tempo ordinario – anno C

 Lc 4,21-30  Gesù è a Nazareth. È tornato nella sua città, fra la gente che lo conosce da sempre,


o meglio fra coloro che ritengono di conoscerlo da sempre: essi infatti sanno che è il figlio di Giuseppe, lo hanno visto crescere e lo credono uno di loro, ma Gesù non può stare nei loro schemi…

Da quando lo vedevano tutti i giorni è cambiato qualcosa: la vita di Gesù ora va ben oltre i confini di Nazareth. Egli è famoso, ha compiuto miracoli, parla con autorità, in molti lo riconoscono come maestro e lo seguono: consapevole di essere Figlio di Dio è nel pieno della predicazione del Regno.

Anche i nazareni, come tutto il popolo di Israele, erano in attesa del Messia, ma che cosa poteva indurli a pensare che fosse proprio uno di loro?! Quel giorno erano tutti nella sinagoga ed erano ben disposti a quanto stava per dir loro l’illustre concittadino, ma presto lo sdegno prese il posto della meraviglia.

Il problema dei contemporanei di Gesù è ancora tanto reale anche per noi: non è facile riconoscere la presenza di Gesù fra di noi, non è facile credere in un Dio che si mischia fra di noi e che sembra uno di noi. Eppure il nostro Dio è così: si è fatto uomo, per farci come Lui.

Facciamoci più umili per essere più attenti a riconoscere Lui che sempre si mette in cammino, passando in mezzo a noi.

Le Sorelle Clarisse di Cortona

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