III Domenica di Quaresima – anno C

Lc 13,1-9  Il Vangelo di questa domenica può apparire drastico: si racconta di uomini messi a morte per mano di altri uomini e di persone che hanno perso la vita in maniera tragica.

Gesù, rispondendo ai dubbi dei suoi interlocutori, afferma che questi non erano più peccatori di nessun altro; dice insomma che la questione è diversa e che ci riguarda personalmente: se non ci convertiremo moriremo tutti allo stesso modo. In altre parole: se non ci convertiremo moriremo anche noi, proprio noi, allo stesso modo.

Egli, il Figlio di Dio, è venuto a salvare i peccatori, quindi ciascuno di noi, ma sta alla libertà di ognuno accogliere o meno la salvezza.

Per non morire così è necessario convertirsi.

Gesù fa appello alla nostra coscienza chiedendoci di non sentirci migliori di nessuno, di non vedere il male solo fuori di noi e per rendere ancora più chiaro tutto ciò racconta la parabola del fico: quel fico che non dà frutti può essere ciascuno di noi. E se un albero da frutto non fruttifica non serve a niente, vale la pena che smetta di esistere.

Noi diamo frutti? Quali?

Lasciamoci lavorare dalla Parola di Dio, volgiamo il nostro sguardo al Signore morto e risorto per la nostra salvezza e daremo frutti. 

Le Sorelle Clarisse di Cortona

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