III Domenica di Pasqua – anno C

Gv 21,1-19

I discepoli, ora che il Maestro non è più con loro, sono desolati e non sanno cosa
fare, per questo sono tornati nella loro terra d’origine e al loro vecchio mestiere di
pescatori.
Le reti però rimangono vuote e lo sconforto sembra prevalere.
E’ in questo momento di prova che Gesù risorto si rende presente nuovamente ai
discepoli: senza farsi riconoscere chiede di fidarsi di lui invitandoli a gettare le reti.
Giovanni lo riconosce senza indugio, ma a questo punto neanche Pietro e gli altri
hanno dubbi.
Gesù usa le parole e compie i gesti di sempre: chiede che i discepoli si fidino della sua
parola e poi li riunisce attorno a qualcosa da mangiare. Tutto sembra come prima,
eppure non lo è: l’incontro con lui, ora più che mai, necessita di occhi attenti, richiede
la fede che va custodita e coltivata.
E’ questo il modo in cui anche noi possiamo incontrare Gesù: Egli è sempre presente,
sempre vicino, ma per riconoscerlo prontamente dobbiamo avere gli occhi e il cuore
simili a quelli del discepolo che Gesù amava.

Le Sorelle Clarisse di Cortona

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