Domenica delle Palme – anno C

 Lc 22,14-56  La liturgia della domenica delle Palme narra l’evento della passione del Signore.

L’evangelista Luca lo racconta in maniera ampia, ponendo l’attenzione certamente su Gesù, ma anche sui molti coinvolti personalmente in questo dramma.

Luca riferisce di sacerdoti e scribi, di Pilato ed Erode, dei soldati, delle donne, di Barabba e degli altri condannati, del centurione, di Pietro e di molti altri.

Forse, fra tutta questa gente c’è spazio anche per noi, per noi che già in questa domenica che apre la settimana santa siamo chiamati a meditare la passione del Figlio di Dio.

Le tante persone menzionate da Luca presentano atteggiamenti differenti: ognuno ha il suo punto di vista che si riflette in quello che compie, nel modo con cui vive questo avvenimento. C’è chi si adopera in ogni modo perché Gesù sia crocifisso e c’è chi non trova in Lui nessuna colpa, ci sono apparenti semplici osservatori e c’è chi è molto coinvolto, c’è chi soffre in silenzio e chi è disperato e c’è chi si accorge solo alla fine chi sia veramente Gesù.

E Pietro? Chissà dove era quando il Signore moriva. In quella situazione tragica era venuto meno alle sue promesse e aveva tradito il Maestro; ma quando Gesù, ormai vicino alla crocifissione, posò il suo sguardo su di lui, pianse e chissà quali pensieri lo attraversarono, e chissà cosa fece, dove andò.

Incoraggiati dalla liturgia odierna proviamo a collocarci nel racconto della passione. Proviamo a pensare a quale potrebbe essere il nostro posto e, specialmente se ci sentiamo incapaci di stare vicini a Gesù in un momento tanto drammatico, proviamo a fare l’esperienza di Pietro: sentiamoci guardati da Gesù. Sentiamo il suo sguardo su di noi, lo sguardo sofferente e misericordioso di Colui che non è venuto a condannarci, ma a salvarci e che da lì, dalla croce, salva tutti. 

Le Sorelle Clarisse di Cortona

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