LIBERI DI PENSARE

 

Al centro : Rosanna Virgili

 

  Questa volta per la nostra intervista abbiamo incontrato Patrizia Santovecchi; Patrizia è consigliera nazionale del GRIS (Gruppo di Ricerca e Informazione Socio-religiosa) e consulente nelle diocesi di Fiesole, Firenze e Prato sempre in ambito socio-religioso. Inoltre, proprio da pochi giorni, è la presidente del “neonato” ONAP, l’ Osservatorio Nazionale per gli Abusi Psicologici. Abbiamo pensato a lei perchè in un certo senso la libertà di pensiero è il suo pane quotidiano…
Grazie, Patrizia, per la tua disponibilità ed ecco a voi la nostra chiacchierata.

 


Secondo la tua esperienza quanto è importante essere liberi di pensare?


La libertà di pensiero fa parte di quei diritti inalienabili dell’uomo. La dignità dell’individuo è strettamente legata alla sua possibilità di esprimere il suo pensiero attraverso l’autenticità del suo essere. Chiunque attraverso la persuasione illecita attenti alla integrità psichica di un altro essere umano commette un delitto gravissimo perché lo priva del sua unicità e del libero arbitrio che, per i credenti, il Creatore ci ha donato.


Cosa si intende per "controllo mentale" e che pericoli comporta?


Per “controllo mentale” si intende quella tecnica di manipolazione mentale capace di inibire la identità originale di un individuo. Si ottiene inserendo un individuo dentro un contesto sociale dove sia obbligatorio rimuovere la “vecchia” personalità per aderire a quella “approvata”. L’individuo fa propria l’identità artificiale imposta dal gruppo che andrà consolidandosi giorno dopo giorno, attraverso il controllo dell’informazione, del pensiero, dell’emozioni e del comportamento.
I pericoli legati al “controllo mentale” da parte di un leader sono tanti. Per averne un esempio consiglio la lettura di “Figli di un dio tiranno: dieci storie di fuoriusciti da gruppi religiosi” di Chiara Bini e Patrizia Santovecchi, ed. Avverbi.
Chi controlla il registro emozionale di una persona può disporre di lei praticamente in tutto, può arrivare a fargli compire delle azioni pregiudizievoli per se o per altri. La cronaca spesso ci riporta notizie sconvolgenti di suicidi di massa o azioni criminali legate a varie sette.


C'è il rischio che con l'idea di libertà ognuno si costruisca la propria? verità, la propria morale. Cosa ti senti di dire/consigliare per evitare che ciò accada?

Di fatto, oggigiorno, molte persone si sono già costruite la propria sfera, del tutto personalizzata, religiosa/morale. Il merito, anzi il demerito, penso vada molto al movimento New Age/Next Age, che sembra inglobare e stravolgere tutto lo scibile umano.
Certo la questione della libertà presenta cruciali aspetti: l’esigenza dell’ordine e dell’unità religiosa, la necessità difendersi da coloro che diffondono falsi e settari insegnamenti, l’obbligo di un adeguato rispetto per l’autorità. Ignorare questi fattori significa manifestare una attitudine estremistica, ciecamente squilibrata. Chi può obbiettare al fatto che un abuso di libertà conduce a irresponsabilità, a disordine e può trasformarsi in confusione e anarchia? Ma allo stesso modo, la pazienza e la tolleranza possono diventare nulla più che una copertura per l’indecisione e l’indifferenza, l’inattività un livellamento verso il basso di tutte le qualità. Perfino l’amore può trasformarsi in semplice sentimentalismo, uno stato d’animo fuorviato che induce a trascurare di agire secondo le necessità e che comporta crudeli conseguenze.
Credo che sia necessario riscoprire il vero senso delle parole. Ho l’impressione che noi abbiamo perso il significato del nostro linguaggio e con esso tutta la ricchezza che da questo veniva. Bisogna ritornare alle origini, riappropriarsi del contenuto e quindi del valore evocativo delle parole: dignità, rispetto, senso dell’autorità, responsabilità delle nostre azioni, etc… Solo così riusciremo a ritrovare il discernimento necessario per comprendere il confine tra libertà e liberticidio.


Quali ti sembrano oggi gli ostacoli per un giovane alla libertà di pensiero?


La falsa idea di libertà dove per libertà si intende fare ciò che si vuole senza tener conto degli altri o delle conseguenze delle nostre azioni. Intendiamoci non sarò certo io la promotrice del “fai quello che gli altri ti dicano di fare senza prima ragionare con la tua testa”, è necessario, anzi indispensabile, che ogni nostra azione sia esattamente quella che noi volevamo compiere. La differenza sta nella capacità di discernere quali conseguenze le nostre azioni avranno su di noi e sulle persone implicate. Troppo spesso invece si assiste a comportamenti dettati o da ideologie preconfezionate a doc. o da pensieri e comportamenti che “vanno per la maggiore”, che danno la sensazione di “essere alla moda”: come se questo prescindesse dall’essere saggi. I giovani devono fare i conti con “nani e ballerini” adulti che invece di trasmettere esperienza preziosa, giocano a imitarli. La libertà di pensiero è un dono ma come tutti i doni include una grande responsabilità: il dovere e la capacità di migliorare noi stessi a beneficio nostro e di quelli che la vita metterà sul nostro cammino.


Che cosa ti aiuta ad essere libera di pensare?


Sicuramente la possibilità di non fermarmi mai alla prima impressione, alla prima informazione. Non dare niente per scontato. Il bambino impara, cresce chiedendo continuamente “perché?” E a ogni risposta data, lui insiste e chiede di nuovo “perché?”. Farsi domande, cercare le risposte, non pretendere, anzi, sospettare sempre di facili spiegazioni a problemi difficili. Tutto questo costa sicuramente fatica, così preferiamo risposte gia confezionate da altri. Viviamo nella società del “non pensiero” problemi in se complessi sono ridotti a slogan di effetto, a frasi e immagini dal forte contenuto emotivo, si viene illusi che adottando quello o questo atteggiamento potremo cambiare il mondo, mentre non ci rendiamo conto che non riusciamo nemmeno a cambiare noi stessi, ne tanto meno le persone che stanno intorno a noi.
Si, la libertà di pensiero è certamente una grande ricchezza, ma come tutte le cose preziose va custodita e conquistata giorno per giorno.

 

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