FACILE E' FELICE ?

Al centro : Rosanna Virgili

Per aiutarci nel vedere che cosa la Bibbia può avere da dire circa la felicità, abbiamo fatto due chiacchiere con Rosanna Virgili. Madre di due figli, dopo gli studi in filosofia, Rosanna ha incontrato la Parola di Dio e si è dedicata con passione tutta femminile al suo studio. Adesso è professoressa di Sacra Scrittura nella facoltà di Teologia.

Dedicarci un pò del suo tempo in questo momento è stato un piccolo sacrificio e per questo il nostro grazie si raddoppia. Buona lettura.
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Ecco la trascrizione del nostro dialogo

 





Tutti hanno una propria idea di dove e come si possa raggiungere la felicità: la Bibbia ha qualcosa da dire in proposito? Che cos'è la Felicità per la Sacra Scrittura?

Rosanna :  La felicità è una condizione della vita e dell’anima che deriva dalla visione di un Altro, dall’essere in compagnia di un Altro, dal vivere un legame autentico con Lui. Questo “Altro” è Dio, il Creatore, il Padre e il Compagno dell’uomo.
La Presenza di Lui e la sua compagnia si sperimentano nella Presenza e nella compagnia degli altri, degli amici, dei fratelli, nel legame profondo e responsabile con tutti i figli di Dio, gli abitanti del mondo.
Pertanto la solitudine, l’abbandono, l’isolamento sono i veri nemici della felicità. L’uomo felice - nella Bibbia - viene chiamato “beato”. Beato è colui che vive insieme agli altri, beato è colui che ha una famiglia, dei figli che lo allietano, ma beato sarà soprattutto colui che nulla possiede e tutto attende e riceve da Dio: “beati i poveri” dirà Gesù; “beati gli afflitti” rovesciando quelli che sono i criteri più umani di felicità. In realtà la vera felicità si trova soltanto laddove il cuore dell’uomo rimane nudo ed aperto dinanzi ai doni celesti dell’amore di Dio.



Quale passaggio biblico suggeriresti come esempio concreto? e quale cammino è indicato all'uomo, nella Bibbia, per raggiungere la felicità?

Rosanna :  Il Salmo 1 descrive ed annuncia il prototipo dell’uomo felice: “Beato l’uomo che non segue il consiglio degli empi, non indugia sulla via dei peccatori..”.
Si tratta dell'”uomo giusto che si occupa della “legge del Signore” e presta attenzione alla sua parola. Essa consiste nella costruzione della pace in mezzo al popolo. Egli sarà beato poiché solo questo rende stabile e feconda la sua vita: “egli sarà come un albero piantato lungo le rive di un fiume che darà frutto a suo tempo”. Perciò l’uomo felice è colui che costruisce e serve la vita in mezzo al mondo. Anche quando sarà perseguitato ed osteggiato egli saprà che “il Signore veglia sul cammino dei giusti, ma la via degli empi andrà in rovina”.



Rispetto alla cultura attuale, quali ti sembrano le illusioni di felicità o gli atteggiamenti inadeguati per raggiungerla?

Rosanna :  Nel nostro mondo l’idea della felicità segue un criterio particolarmente edonistico, non si basa sulla moralità o sulla spiritualità umana, ma sulla emozione e sulla soddisfazione momentanea, effimera dei sensi più superficiali dell’uomo. E’ anche per questo che l’Occidente è oggi perlopiù depresso e infelice. C’è l’illusione che il pensare a se stessi, il curare la propria felicità sia possibile senza farlo nel contesto di una felicità comune. L’egoismo e il narcisismo condannano l’individuo ed anche i popoli alla solitudine e perciò all’infelicità. Nessuno può essere felice da solo. La felicità è il sentimento della comunione, dell’abbraccio, della sintonia. E’ una dirompente primavera che infrange l’inverno della solitudine.



Alcuni vedono un contrasto,spesso irrisolvibile, tra la volontà di Dio e i desideri personali, come se Dio sopprimesse i desideri dell'uomo, e con questi la sua felicità: in che rapporto stanno? Come possono conciliarsi?

Rosanna :  la felicità nella Bibbia è una area della Sapienza. “Se seguirai la sapienza sarai felice, se seguirai la follia morirai” dicono i testi sapienziali. La felicità è dunque una ricerca, una tensione, una terra da scoprire. Per poterla raggiungere occorrono più cose: l’amore di una madre, la guida di un padre, la disciplina di un maestro, la parola di un amico e il calore dello Spirito di Dio. La felicità è una terra i cui frutti sono condivisi. Occorre arare, vangare, seminare questa terra perché gli affamati possano godere dei suoi frutti. Il primo affamato siamo noi stessi.
In un compito tanto difficile pochi riescono. La tendenza dell’uomo, infatti è quella di sedersi e rinunciare ad arare quel campo credendo che la felicità sia altrove. Lo dice Paolo stesso: “faccio il male che non voglio e non faccio il bene che voglio”. La vera felicità - e non le sue false mascherature - è una scelta che deriva dalla intelligenza, dalla volontà e dalla grazia.



Per concludere una domanda più personale: nella tua personale ricerca di una vita felice come ti ha aiutato il contatto con la Bibbia ?

Rosanna :  La Bibbia è fonte di felicità perché racconta le storie degli uomini guardate dagli occhi di amore di un Dio. Ti fa felice perché ti fa abitare con l’umanità e - lo dice essa stessa - questa è la ragione più grande anche della felicità di Dio: “mi dilettavo sul globo terrestre, ponevo le mie delizie tra i figli degli uomini” . (Pr 8, 31).
Essa è, inoltre, maestra di felicità poiché insegna a costruire il bene della comunità che addita come unica sorgente della stessa felicità del cuore di ogni persona. La Bibbia è ancora una provocazione verso le pseudo felicità di chi calpesta la vita degli altri credendo di difendere meglio la propria.
La Bibbia è come un tarlo che ti tormenta perché vuole coinvolgerti nel desiderio e nella servizio alla felicità, ti richiama alla responsabilità e ti chiama ad essere coraggioso collaboratore della felicità degli uomini e persino di Dio.

 

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