Stavolta sono un pò in difficoltà a scrivere
quest'introduzione. Temo l'ovvio, lo scontato...la Felicità è così
importante e delicata per ognuno di noi, che a banalizzarla ci
vuole un attimo.
Eppure proprio perché vediamo questo rischio
che, in redazione, abbiamo deciso di avventurarci su questo
argomento.
Ci pare che sia così frequente scambiare la felicità
con la facilità; la meta, con la strada per arrivarci; le emozioni
di euforia a "basso costo" con il sentimento profondo
della gioia, che spesso richiede "un caro prezzo".
Chi può dire di essere felice? di aver
conquistato la felicità una volta per tutte?Altri allora dicono che è impossibile
raggiungerla e che bisogna accontentarsi di "quello che passa
il convento", ma la bocca resta amara e il sapore è quello della
rassegnazione e della sconfitta.
E poi mi domando: posso essere felice se
qualcuno introno a me non lo è?
E se la Felicità fosse "fare
felici"?
Un proverbio sahariano dice: "la sete
è la prova più evidente dell'esistenza dell'acqua"... credo
che sia vero anche per la Felicità: non ci resta che desiderarla,
cercarla e soprattutto... non barattarla.