Per un tema così importante e "scivoloso"
abbiamo cercato una persona particolare. Fra Mauro Ruzzolini, per la sua
scelta di vita e per gli studi fatti ci sembrava la persona adatta. Chi
è fra Mauro? E' un frate che vive nella nostra diocesi, esattamente a Magnale,
tra Pelago e Tosi. Dopo lo studio della teologia si è dedicato allo
studio della psicologia, e dedica attualmente parte della sua vita al
sostegno spirituale e psicologico delle persone.
I giovani di Contea gli hanno rivolto qualche
domanda, in modo molto diretto come vedrete, e questo è il risultato
dell'incontro.
Hai avuto esperenze sessuali prima di diventare frate?
fra Mauro: Sono entrato in Seminario a 19 anni dopo la maturità.
Frequentavo un Liceo Classico di Firenze e un gruppo numeroso di giovani
della mia parrocchia. Nel penultimo anno di Liceo sono stato otto mesi con
una ragazza di questo gruppo, con cui condividevo anche l'impegno di
insegnare catechismo ai più giovani.
Non abbiamo avuto rapporti sessuali; il ricordo che porto con me di lei è
fatto di tanta dolcezza e tenerezza. Abbiamo avuto momenti in cui
manifestavamo reciprocamente l'affetto (mi ricordo esattamente il luogo e
l'intensità emotiva del primo bacio), in un clima molto bello e sereno, in
cui la scoperta dello star bene insieme e della bellezza dell'altro/a
viaggiavano parallelamente ad un crescendo di dolcezza e intimità. Con il
progredire però in me anche della consapevolezza della chiamata, abbiamo
deciso insieme di interrompere la relazione in vista della mia entrata in
seminario. Rimango e rimarrò sermpre molto grato a lei per la discrezione e
rispetto che ha mostrato verso questa mia scelta che coinvolgeva anche la
sua vita e ringrazio il Signore perchè lei rimane custodita in un angolo
prezioso del mio cuore.
La tua opinione sul sesso è cambiata da quando sei frate?
fra Mauro
: No, anzi si è andata sempre più rafforzando la percezione
della sessualità, della mia sessualità, come uno dei doni più belli che ho
ricevuto nella vita, dono che più di altri mi parla proprio di Dio. Vi
confesso che mi affascina molto l'avvertire dentro di me che anche questa
dimensione è chiamata misteriosamente ad essere coinvolta nella mia ricerca
e relazione con Lui. Sono convinto che questa realtà rimane in me, come in
ognuno di noi, come un rimando continuo al nostro destino, al nostro
desiderio di comunione sponsale con Dio e poter convogliare ogni mia
passionalità, ogni mia emozione, ogni mia pulsione verso di Lui è per me la
sfida più avvincente contenuta nella sceltà del voto di castità.
Cosa ne
pensi dell'omosessualità?
fra Mauro: Questo nè un tema molto delicato, nel quale è facile
alzare polveroni di polemiche che non rendono giustizia della
molteplicità e complessità di fattori che intervengono a delimitare
questo ambito. Nella mia pratica professionale di psicologo ho
incontrato molte persone che hanno richiesto un aiuto a riguardo di tale
tematica e che, a dispetto della "gaiezza e spensieratezza"
dell'orgoglio gay, vivevano seri disagi personali e si portavano dentro
a volte anni di segrete sofferenze proprio a causa di questa vera o
presunta tendenza. Dico "presunta" perchè, nella maggioranza dei casi,
il problema si è rivelato non tanto di natura sessuale, coinvolgendo
quindi una definizione di vera tendenza specifica verso un oggetto
sessuale di uguale genere, ma (e questo è un fatto che molti tacciono, a
scapito della verità) i problemi soggiacenti a tale ambito si sono
rivelati di altra natura. Quello che voglio dire è che spesso ciò che
può originare un pensiero, una paura, un desiderio che si rivela come
omosessuale, ha radici in altre dinamiche della persona, non
direttamente sessuali ma che affondono le radici in problemi di
autostima, umiliazione, non sicurezza della propria identità, senso di
indegnità, paura dell'altro sesso, processi incompleti di
identificazione col genitore dello stesso sesso che può risultare
assente, non significativo o eccessivamente distante o troppo
aggressivo, legami di dipendenza da figure genitoriali di sesso opposto
troppo dominanti e soffocanti e altre realtà ancora. Molto spesso le
figure che dovrebbero fornire ai giovani in crescita quegli elementi
necessari per rafforzare la propria identità, falliscono in questo
compito e le persone crescono mantenendo come una domanda aperta sulla
propria identità e valore e va a finire che la fantasia o il desiderio
omosessuale diventa come una "scorciatoia" per raggiungere ciò di cui la
persona si sente mancante. Questa scorciatoia si rivela però inefficace
a sanare e saziare questa ricerca e lega la persona ad un circolo
ripetitivo di esperienze affettive e sessuali cariche di promesse che
rimangono puntualmente disattese. La mia esperienza professionale
nell'aiuto di queste persone mi dice che si può uscire da tutto questo e
recuperare un sano senso di appartenenza a se stessi e alla propria
identità, anche nell'area affettiva e sessuale. A questo proposito
consiglio a chi volesse saperne di più la lettura di questo testo:
"Omosessualità maschile: un nuovo approccio" di Nicolosi.
Cosa ne pensi
della pedofilia?
fra Mauro: Anche a riguardo di questo ambito, ho incontrato dei
casi. Qui la situazione è molto più complessa e non mi soffermo
sull'analisi delle possibili cause di questo profondo disagio. Vi dico
solo che la sensazione che rimane in me, dopo aver incontrato persone
affette da questo disturbo, è di profonda tristezza e pena per le ferite
e sofferenze che queste stesse persone, che arrivano purtoppo a compiere
siimili gesti, si portano dietro. Sono sempre persone molto segnate
dalla vita e che hanno subito gravi danni e traumi nella loro crescita e
sviluppo. Questo non giustifica certo il perpetuare poi nelle loro
azioni il male ricevuto, ma offre certamente uno sguardo diverso, fatto
di misericordia e di vera com-passione per la miseria morale e
spirituale di questa umanità così ferita.
Cosa ne pensi dei rapporti pre-matrimoniali?
fra Mauro
: Io penso che la bontà e verità di ogni gesto,
risieda nel rispetto e piena accettazione dei significati insiti nel
gesto stesso. Fare l'amore non è in sè un male anzi, come dicevo prima,
è la realtà più bella che abbiamo ricevuto come dono e nella quale
risiede il rimando alla nostra somiglianza con Dio, ma ciò che può
renderla male è il farlo senza rispetto dei suoi significati. Questo può
avvenire perchè la gestualità ha in sè un carattere di ambiguità qualora
si presti a veicolare significati diversi dai propri. Faccio un esempio:
il bacio è un gesto che di per sè esprime intimità, affetto, passione
verso l'altra persona, ma può diventare anche il modo per umiliarla,
disprezzarla o addirittura tradirla (guarda il bacio di Giuda a Gesù).
Con lo stesso gesto posso dire cose diverse: una pacca sulla spalla può
esprimere la mia vicinanza o il mio disprezzo verso qualcuno. Ogni gesto
dunque ha un suo proprio significato e la sua bontà sta nel viverlo con
quel significato. Ora nel rapporto sessuale il significato che vi leggo
è di totale donazione della mia persona ad un'altra nella stabilità e
pienezza del dono stesso. L'atto esige che io "ci sia tutto" in quel
momento così come l'altro/a ci deve essere tutto. Fareste voi l'amore
con una persona che dice di amarvi col corpo ma con la testa è da
un'altra parte? Oppure con una persona che dice "ti amo ora, ma fra due
mesi non ti amerò più". Nessuno di noi, se sano, lo farebbe perchè il
gesto stesso esige per sua verità la totalità del dono. E queste non
sono "cose che dicono i preti". Interrogate il vostro cuore, cosa
veramente sente e avvertirete in voi la presenza o la mancanza di tale
pienezza. L'altro significato che vi leggo è la bellezza dell'apertura
alla vita, alla possibilità che l'atto sia creativo di una nuova
esistenza come frutto dell'amore tra due persone.
Quindi il godimento reciproco del dono totale di sè e l'apertura alla
vita: questi i significati inscritti per natura nell'atto stesso del
fare l'amore. Farlo, rispettando questi due suoi propri significati,
significa farlo "bene" e si potrebbe prendere a prestito lo nslogan:
"fare bene l'amore, fa bene all'amore"!
Del resto, a prescindere dalle opinioni che potete avere su questo, io
vi invito a interrogare sempre con verità il vostro cuore. In esso,
tutto questo è già scritto e, se lo ascoltate con autenticità, vi
guiderà verso il bene. Soprattutto se ascoltate le vostre emozioni e i
vostri stati d'animo, che tante volte vengono fatti tacere dentro di
voi. Quante delusioni, aspettative disattese, ferite, rivalse, rabbie,
sentimenti di non pienezza, sono dentro di noi e rimangono a volte
inascoltati solo per pudore o verrgogna o falso concetto di rispetto
umano.
Mi è capitato di guidare delle coppie nella preparazione al matrimonio,
coppie che magari già vivevano rapporti completi e a loro ho fatto la
proposta di una via diversa, dove questo bellissimo atto di dono e di
godimento dell'amore, fosse il risultato di un cammino graduale di
comunicazione dell'amore stesso. Mi hanno ringraziato di aver potuto
gustare anche la bellezza di una gestualità che veniva "bruciata" dal
tutto e subito. Alcuni mi hanno detto che hanno ritrovato la gioia e la
bellezza di una gesto così banale come il camminare tenendosi per mano.
Quindi, in conclusione, penso che il rapporto prematrimoniale sia male,
non perchè è male in sè fare l'amore, ma perchè non rispetta la piena
verità e bellezza del gesto nella sua pienezza, perchè non vi è nè la
stabilità e definitività della scelta reciproca, nè è rispettata
l'apertura alla vita.
La tua
idea sui contraccettivi
fra Mauro: Penso che vengano a togliere la "naturalità" dell'atto e
quindi a renderlo meno bello. Penso che vengano ad intaccare una realtà
che è già bella in sè e che non ha bisogno di "aggiunte" per essere
sentita o vissuta meglio.
La tua opinione sulla masturbazione
fra Mauro: La leggo soprattutto come espressione di un disagio che
la persona sta vivendo con se stessa o nel rapporto con gli altri. In
questi casi si vede bene come la nostra sessualità risenta di tutto
quello che viviamo in tutta la notra persona. Molto spesso la
masturbazione non è altro che la punta di un iceberg la cui parte
sommersa è fatta di sentimenti "altri" dal sesso, quali possibili stati
di tensione, di rabbia, di umiliazione, di paura, di non benessere con
se stessi, di difficoltà nelle comunicazioni con gli altri..... Molto
spesso la masturbazione è espressione di tutto ciò e, lavorando su
questi aspetti, migliora anche la capacità di gestione dei propri
impulsi.
Cosa provi se vedi una bella donna? La guardi da uomo o da
frate?
fra Mauro
: Questa domanda mi fa un pò sorridere. Se il
guardare una bella donna da "uomo" o da "frate" vuole dire pensare o no:
"guarda che bel pezzo di fi...gliola. Se ci sta, me la faccio subito",
allora la questione non sta nell'essere uomo o frate ma nell'essere o
meno un uomo dal cuore puro. Gesù nel vangelo dice che se uno guarda una
donna con desiderio di possesso, ha già commesso adulterio nel suo
cuore. E' dal cuore che nascono le intenzioni e non si tratta di
guardare una donna da uomo o da frate, ma di avere appunto un cuore
puro, richiesto ad ogni uomo che voglia vivere la propria umanità con
bellezza e dignità.
Hai mai avuto ripensamenti sul
tuo essere frate a causa del sesso? (per esempio per attrazione sessuale
verso qualcuna...)
fra Mauro
: Mi sembra che abbiate un'idea abbastanza strana del
"frate". Come se una persona consacrata non sentisse più attrazione
sessuale o altre cose del genere. Se io non avvertissi più attrazione
sessuale mi preoccuperei alquanto e cercherei al più presto di farmi
curare! Seguire il Signore Gesù nella vita religiosa non significa
smettere di essere uomo, con tutto ciò che questo comporta, ma essere
uomo alla sua sequela e voler vivere la propria vita di uomo, senza
alcuno sconto, per Lui e servire Lui ed amare Lui più di tutte le altre
cose.
Condividi l'opinione della Chiesa riguardo al sesso?
fra Mauro
: Si, serenamente.
Secondo te i ragazzi di oggi come
vivono la sessualità? In modo giusto o sbaglato? Cosa consiglieresti
loro?
fra Mauro
: Alle volte mi sembra che la sessualità diventi,
come ho detto sopra, una "scorciatoia" per risolvere o raggiungere
altro. Troppe volte è caricata di altri significati che la
appesantiscono e la stravolgono. Non è raro voler far sesso per
dimostrare, ad esempio, a sè o agli altri qualcosa come la sicurezza
dell'accettazione da parte dell'altro o il riconoscimento del proprio
valore o il voler colmare un vuoto dentro o un contenuto di angoscia, o
far tacere una ricerca spasmodica di calore e tenerezza. Quello che mi
sento di consigliare è di ascoltare sembre bene il proprio cuore, ad
esempio con queste due semplici domande: "cosa cerco?" e "cosa ho
trovato?" Molto spesso la non corrispondenza tra le due risposte è un
segnale prezioso da non mettere da parte!